PARLA L'ESPERTO

Una dieta bilanciata per il tuo cavallo. Le basi (1^ parte).

di Giuseppe Iardella

Ogni proprietario di cavalli è convinto di fare il massimo per la salute e il benessere dei propri animali. Tuttavia la conoscenza della fisiologia degli equidi e delle loro effettive esigenze nutrizionali non è affatto scontata. Ad esempio molti non sanno che il cavallo è un erbivoro mono-gastrico che, al contrario dei ruminanti, fermenta la cellulosa nella parte posteriore del tubo digerente. Oppure che l’asino - oggi sempre più popolare - non può essere assolutamente alimentato alla stregua di un purosangue inglese.

Con questo articolo parte l’iniziativa del Gruppo Carli di divulgazione della conoscenza per una corretta nutrizione del cavallo (e dell’asino) che, a cadenza mensile, proporrà ai propri clienti un vasto spettro di argomenti. Niente calcoli complicati o termini astrusi, ma pura divulgazione scientifica applicata e alla portata di tutti.


Tanto per iniziare possiamo dire che se il tuo cavallo gode di un sano appetito, ha il mantello lucido ed un buon aspetto sicuramente stai lavorando bene: lo nutri con foraggio di ottima qualità e concentrati in giusta quantità. E presti la massima attenzione al suo approvvigionamento idrico: acqua fresca, pulita e corrente o, comunque, non stagnante.      

 "Hay, oats and water" recita un vecchio proverbio inglese. E riuscire a garantire fieno eccellente, una buona razione di avena e acqua di qualità, significa aver assolto al 90% il compito di ogni horseperson che si rispetti.

Ma ora puntiamo il focus proprio sull’ingrediente chiave ma più trascurato della dieta del cavallo: l’acqua per l’appunto, che soprattutto in estate, alle nostre latitudini, diventa un fattore critico primario.
Il cavallo in natura è avvezzo ad abbeverarsi in specchi d’acqua pulita, preferibilmente in torrenti incontaminati e vi affonda la bocca attivando un effetto pompa pulsato visualizzabile a livello della doccia giugulare. Un’acqua ferma raccolta in un secchio o una vecchia vasca, con il caldo estivo si riempie rapidamente di alghe verdi, detriti e insetti (a volte lucertole e piccoli roditori morti), e questo non invoglia il cavallo a bere a sufficienza.
        

 
 
  

"Puoi portare il cavallo all’acqua ma non puoi obbligarlo a berla" è un altro noto detto dei cavallari che sanno bene quanto sia pericoloso lasciare che un cavallo si disidrati. Sì, perché in breve tempo l’animale si espone al rischio più temuto: la colica.

 Fra i fattori inibenti l'assunzione di acqua c'è inoltre il pH, misurabile con una cartina tornasole. Il pH ideale è appena sopra la neutralità (7,5) mentre più si scende verso l'acidità e meno il cavallo sarà stimolato a bere. Il consumo medio di acqua per un cavallo inattivo, durante la mezza stagione, va da 20 a 40 litri al giorno, ma può salire fino a 100 litri ed oltre sotto strenuo sforzo e in condizioni ambientali estreme come in certe competizioni di endurance nei paesi arabi.

Buono, ma non ideale, il beverino a scodella con leva a pressione, più adatto al musello dei bovini. Meglio un beverino ben capiente (> 5 litri) e autolivellante per cavalli che non il secchio. 
E ricordiamoci sempre che l'acqua è vita!  
 
                        
    Dott. Giuseppe Iardella, socio fondatore di Equidiets 

 

Equidiets S.r.l. è uno studio di consulenza veterinaria indipendente, che offre sulla base della ricerca corrente, informazioni, assistenza, analisi e servizi di sviluppo su nutrizione e salute equina.
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