PARLA L'ESPERTO

Ambiente e alimentazione per la bovina da latte in estate.

di Mattia Fustini

Il caldo rappresenta uno dei principali fattori stressanti in grado di compromettere il benessere delle bovine da latte. Nel periodo estivo assistiamo costantemente ad una flessione della produzione di latte, un decadimento delle performance riproduttive e un aumento di incidenza di problemi sanitari (mastiti, zoppie, …) che mettono a rischio la salute e la longevità delle vacche da latte. Questi effetti negativi si protraggono anche oltre in periodo estivo, perché gli animali necessitano di alcuni mesi per recuperare, con scadenti performance che possono arrivare fino a dicembre.

           

Ambiente

È fondamentale contrastare queste situazioni agendo in modo preventivo e a vari livelli: ambientale, nutrizionale e gestionale. Per studiare le conseguenze dello stress da calore negli animali da allevamento è comunemente utilizzato l'indice temperatura-umidità (Temperature Humidity Index - THI). Il THI è espresso come un unico valore che racchiude gli effetti combinati di temperatura e umidità dell'aria. Studiando le diverse formule tradizionalmente utilizzate per calcolare il THI si è giunti alla conclusione che l'umidità è il fattore di stress termico limitante nei climi umidi, mentre la temperatura elevata è il fattore limitante per la tolleranza al calore nei climi secchi.
La formula per calcolare il THI è la seguente:
THI = (1.8 x T + 32) – (0.55 – 0.0055 x RH) · (1.8 x T – 26)
Dove AT è la temperatura ambientale espressa in gradi Celsius, e RH è l'umidità relativa.
Le bovine da latte vanno incontro a una riduzione della produzione di latte quando il THI raggiunge valori vicini a 68.

Raffrescamento e ventilazione

Innanzitutto bisogna dotare le strutture di impianti di ventilazione efficienti: non basta un ventilatore per ottenere un effetto contro lo stress da caldo. Per ottenere una buona dispersione del calore bisogna puntare a creare un flusso di aria che arrivi al corpo dell’animale con una velocità di almeno 4-5 m/s. Attraverso la docciatura degli animali, effettuata alla mangiatoia e in sala di attesa si ottengono ottimi risultati anche in condizioni di caldo molto severo. Con la bagnatura, che utilizza l’acqua normalmente disponibile a 8-14°C, si ottiene un abbassamento della temperatura corporea e la successiva ventilazione ne favorisce l’evaporazione ed il rilascio del calore scambiato. Molto spesso le stalle sono troppo chiuse per cui necessitano di adeguamenti strutturali, per permettere una buona circolazione dell’aria. Quasi tutte le stalle hanno una buona apertura per l’ingresso dell’aria, ma non riescono ad avere una fuoriuscita altrettanto buona dell’aria stantia. Le vacche da latte hanno bisogno di quantità enormi di ossigeno per supportare il loro metabolismo: l’aria che viene espulsa dai polmoni è calda e umida e per questo deve uscire dall’ambiente in modo da poter essere sostituita con aria fresca.

     

 

L'importanza dell'acqua

È necessario che l’animale abbia a disposizione abbondante acqua durante tutta la giornata: particolare cura va quindi posta alla gestione degli abbeveratoi (pulizia, funzionamento) soprattutto all’uscita della sala di mungitura, e alla presenza di un sufficiente spazio di abbeverata per tutti gli animali (fronte abbeveratoi 10 cm/capo). Nei periodi di caldo le bovine possono bere più di 100 litri di acqua al giorno, per cui è di fondamentale importanza evitare la competizione per gli abbeveratoi e verificare che l’acqua sia sempre pulita! 

          

 

 

Alimentazione

Oltre a migliorare le condizioni ambientali è opportuno intervenire sulla razione per adeguarla alle esigenze del periodo caldo. Il principale obiettivo deve rimanere quello di massimizzare l’ingestione alimentare e favorire una assunzione regolare nel corso della giornata. Le bovine riducono il consumo di alimento e al contempo aumentano i fabbisogni di mantenimento per gli effetti del caldo sul metabolismo. Per assicurare un buon funzionamento del rumine è necessario avvicinare l’alimento in mangiatoia più volte nel corso della giornata. Dovranno essere preferiti gli alimenti appetibili e evitato il surriscaldamento della razione, avendo cura di rimuovere quotidianamente i residui e pulire accuratamente la superficie della mangiatoia. 

 

Foraggi digeribili

Poter disporre di foraggi di buona qualità è il mezzo più efficace per contrastare gli effetti negativi del caldo. Grazie a foraggi più digeribili è possibile ridurre i livelli di amido della razione, potendo coprire i fabbisogni nutrizionali senza rischiare l’acidosi ruminale. I foraggi raccolti precocemente e ben conservati sono un ottima fonte di fibra degradabile in grado fornire energia all’animale, promuovere elevati tempi di ruminazione e favorire la produzione e il contenuto di grasso del latte. Una particolare attenzione va poi posta all’integrazione minerale, per ripristinare quanto perso dall’organismo, in particolare attraverso fonti di sodio e potassio (sale e carbonato di potassio). 

 

Dott. Mattia Fustini

Laureato in Medicina Veterinaria con lode e Dottorato in Scienze dell’Alimentazione e degli Alimenti presso l’Università di Bologna. Specializzato con lode in Sanità Animale, Allevamento e Produzioni Zootecniche presso l’Università di Camerino. Il Dott. Mattia Fustini è nato in Trentino, dove la famiglia ha un allevamento di bovine da latte. Nel 2007 ha lavorato presso la Penn State University, sotto la guida del prof. Jud Heinrichs, studiando il ruolo della fibra fisicamente efficace nelle razioni per bovine da latte. E’ stato responsabile dell’allevamento sperimentale dell’Università di Bologna dal 2008 al 2017. Le sue ricerche si sono incentrate sullo studio degli effetti della dimensione fisica delle particelle dei foraggi sulle risposte produttive, sul comportamento alimentare e sulle fermentazioni ruminali delle bovine da latte. Attualmente si occupa di razionamento e gestione per le aziende di bovine da latte.